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Il disegno tecnico: nozioni fondamentali

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Cos’è il disegno tecnico?

Il disegno tecnico è una forma di rappresentazione che, se collocato in uno spazio bidimensionale, permette la rappresentazione di un oggetto tridimensionale tramite l’utilizzo di simbologie e tecniche raffigurative universalmente riconosciute.

Quali sono i materiali da disegno di cui avvalersi?

Per realizzare un disegno tecnico, esistono diverse tipologie di materiali di cui potersi avvalere al fine di rappresentare al meglio un progetto: ogni materiale ha un diverso scopo e utilizzo e bisogna saperli conoscere per poter ricavare un ottimo esecutivo finale.

Tra i principali materiali che ogni progettista deve sempre avere con sé, ricordiamo: squadra da 30°, squadra da 45°, righello, nastro adesivo di carta (per fissare il foglio in modo che non si muova durante l’utilizzo), compasso, fogli lisci A3, gomma, temperamatite, cerchiografo, curvilinei, matita morbida (HB), matita dura (2H o 3H).

A cosa serve un disegno tecnico?

Il disegno tecnico rappresenta una parte fondamentale nella progettazione di oggetti tecnici, perché tramite ad esso, è possibile comunicare in modo chiaro ed esaustivo la propria idea di progetto.

Questa forma di rappresentazione ha una funzione importantissima per quanto riguarda la comunicazione, infatti tramite esso, è possibile definire un linguaggio convenzionale che risulti facile da interpretare, trasferibile a chiunque ne conosca la dicitura, completo nella sua rappresentazione e fedele al pensiero del progettista. Un disegno tecnico ben disegnato è capace di creare una ricostruzione mentale dell’oggetto a chi lo sta consultando, facendo fornire informazioni utili per la sua successiva realizzazione.

In base all’evenienza esistono differenti modelli di disegno tecnico, i principali e più utilizzati sono i seguenti: disegno di produzione, disegno di insieme, disegno di dettaglio e disegno di componenti.

Ma cos’è questo “linguaggio”?

Quello di cui si parla, è un linguaggio convenzionalmente condiviso e stabilito da norme internazionali che permettono lo scambio di dati di progetto. Queste norme, che definiscono il linguaggio, si dividono in diverse tipologie: ISO (International Organization for Standardization), CEN (European Committee for Standardization), UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), ANSI (American National Standards Institute), DIN (Deutsches Institut fur Normung) e BSI (British Standard Institute).

Quale foglio utilizzare?

La scelta del foglio da disegno, chiamata tavola, è molto importante perché è il supporto su cui vanno ad inserire le rappresentazione grafica e i dati di progetto. Come già detto, il formato più utilizzato è l’A3, anche se la regola principale è quella di usare il formato minore, al patto che il lavoro finale risulti chiaro e nitido nella consultazione.

I formati da disegno sono cinque: A0 = 841×1189 mm (ha un area di 1 metro quadrato), A1 = 594×841 mm (A0 / 2), A2 = 420×594 mm (A1 / 2), A3 = 297×420 mm (A2 / 2), A4 = 210×297 mm (A3 / 2).

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Al fine di una buona consegna, la tavola da disegno in cui è rappresentato il progetto finito, va piegato in maniera adeguata, per far sì che non si rovini durante il suo trasferimento e che sia facile da maneggiare prima e dopo la sua consultazione. Quello che vi mostro, è il modo corretto per effettuare la piegatura di un disegno tecnico.

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Quali linee usare nella rappresentazione?

Nella realizzazione di un disegno tecnico, le linee rappresentano una parte fondamentale per una corretta rappresentazione grafica secondo le norme ISO. Proprio per questo conoscerle e sapere quando utilizzarle, si rivela di estrema importanza!

Ecco le principali linee, con le corrette applicazioni d’uso, che vengono utilizzate in base alle differenti esigenze rappresentative:

 

Cos’è la scala di rappresentazione?

È una delle parti più importanti, se non la più importante, nella realizzazione di una tavola da disegno. La scala rappresenta il rapporto dimensionale tra un oggetto nella realtà e tra lo stesso oggetto riportato all’interno di una tavola.

Spesso capita che un oggetto sia troppo grande per poterlo rappresentare per intero all’interno di un foglio (o tavola); proprio in questo caso entrano in gioco le scale che, tramite un rapporto numerico, vanno a diminuire o aumentare le dimensioni ma mantenendo le medesime proporzioni.

Le scale di rappresentazioni si dividono in tre categorie: scala naturale (1:1), scala di ingrandimento (2:1; 5:1; 10:1; 20:1; 50:1;…), scala di riduzione (1:2; 1:5; 1:10; …1:300; …).

Come vanno collocate le viste di un oggetto?

 

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Per rappresentare un oggetto (poniamo l’esempio di un cubo) attraverso una proiezione ortogonale, bisogna seguire un preciso metodo di collocamento delle viste: questa metodologia consiste nella proiettare ortogonalmente l’oggetto a distanza, disponendolo con le facce parallele ai piani o agli assi di riferimento.

Innanzitutto vanno distinte i tre metodi utilizzati che differiscono tra di loro per il posizionamento delle varie viste: metodo europeo (chiamato anche “metodo del primo diedro”), metodo americano ( chiamato anche “metodo del terzo diedro”) e il metodo delle frecce. In questo caso prenderemo in considerazione sia il metodo europeo che il metodo delle frecce.

Il metodo europeo consiste nel collocare la vista principale al centro e le altre viste dal lato opposto rispetto alla faccia che vanno a rappresentare; non necessita di indicare le singole viste poiché sono già in relazione tra di loro; è sufficiente riportare il relativo cartiglio nel disegno.

 

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Il metodo delle frecce viene usato per liberarsi dalle regole del metodo europeo e del metodo americano. Tramite l’utilizzo di frecce e di lettere, è possibile collocare le viste senza vincoli di posizionamento rispetto alla vista principale, l’importante è che non vengano ruotate.

 

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Quali sono i passaggi per realizzare un buon disegno tecnico?

Spesso i disegni tecnici vengono realizzati “in bella” direttamente all’istante ma questo approccio, seppur più veloce e meno dispendioso, può portare alla creazione di errori che possono essere trascurati involontariamente.

È consigliato effettuare più tavole prima di definire quella finale, seguendo determinate fasi e passaggi:

Disegno di concepimento: è costituito da schizzi e disegni più o meno completi ma non ancora accurati, mentre le geometrie non sono ancora definite in ogni dettaglio;

Disegno costruttivo: riporta in maniera definita la geometria e i componenti vari dell’oggetto preso in esame;

Disegno di fabbricazione: rappresenta il disegno definitivo in cui le costruzioni sono dettagliate e il tutto (quote, tolleranze, ecc) risulta ottimato per riferire le indicazioni necessarie alla produzione. Naturalmente tutto dev’essere realizzato secondo la norma.

Cosa sono le sezioni?

Sono porzioni dell’oggetto rappresentato e tagliato da uno o più piani di sezione e servono a mettere in evidenza la geometria interna dei componenti collocati al suo interno (se presenti), in modo che siano ben visibili e capibili da chi legge la tavola.

Per una corretta rappresentazione di una sezione, bisogna avvalersi di alcuni parametri da seguire; le sezioni devono essere definite da una doppia lettera maiuscola e vi devono essere collocate le due frecce di riferimento, posizionate all’estremità della linea tratteggiata, che indicano la direzione di osservazione; il piano dell’oggetto sezionato va evidenziato tramite un tratteggio a 45°.

Ecco un esempio applicato.

 

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Quali sono i programmi per i disegni tecnici?

Oltre alle tavole comunemente realizzate a mano, grazie all’utilizzo di specifici programmi, è possibile realizzare disegni tecnici virtuali, cioè realizzati tramite l’uso del computer. Tra i principali programmi, quello sicuramente più conosciuto e adeguato per questo utilizzo, è AutoCad. Questo è un programma che permette di realizzare disegni 2D (anche 3D, ma in questo caso non è di nostro interesse) estremamente completi e professionali che, una volta salvato il disegno in PDF, vanno successivamente mandati in stampa…Un modo decisamente più veloce e meno dispendioso rispetto alla ormai sempre più sorpassata tecnica manuale!

Oltre ad AutoCad esiste un altro modo per realizzare disegni tecnici, ancora più veloce. Quando andiamo a realizzare un oggetto in 3D tramite programmi specializzati (quali Fusion 360, Rhinoceros, ecc), terminato il processo di modellazione, possiamo anche lasciare che sia lo stesso software a creare per noi la tavola tecnica. Esattamente cosi! Infatti sarà lui stesso a generare i disegni, con tutti i particolari, attraverso un metodo di calcolo delle geometrie del modello; quello che spetterà a noi sarà decidere dove collocare le varie viste, quali quote rappresentare, inserire i particolari che vogliamo ed infine salvare il tutto in PDF.

 


 

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Il disegno tecnico: nozioni fondamentali ultima modifica: 2017-12-18T07:55:41+00:00 da Federico

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