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Design for X: cos’è e a cosa serve

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Stai cercando maggiori informazioni su che cos’è il design for X e a cosa serve?

Ottimo, in questo articolo ho infatti cercato di riassumere tutti gli aspetti fondamentali che potessero riguardare questo argomento, ovvero: cosa significa, quali vantaggi porta e come lo si mette in pratica.

Detto ciò, se vuoi scoprirne di più, non ti resta che metterti comodo e leggere attentamente quello che ti sto per dire, nella speranza che ti possa essere d’aiuto nel miglior modo possibile!

Per iniziare, direi che possiamo subito cercare di attribuire una definizione a questo termine: eccola qua!

“Per design for X si indica un metodo di progettazione finalizzato al miglioramento della qualità e alla riduzione dei costi e di tempo, durante il ciclo di produzione di un prodotto”.

Quali vantaggi porta?

Questa metodologia di progettazione porta innumerevoli vantaggi: la riduzione dei costi di assemblaggio, la riduzione dei costi e tempi di sviluppo, risparmio per la fabbricazione di un prodotto, rapporto tra costi e qualità migliorata, soddisfazione del cliente, aumento della velocità di distribuzione, maggiore competitività di mercato, ecc.

Come possiamo notare, i vantaggi che ne derivano sono molteplici e di forte impatto; proprio per questo motivo la conoscenza di una metodologia di progettazione così efficace, può risultare estremamente essenziale per un designer o progettista.

Com’è composto il design for X?

 

Design for X

 



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Il design for X è essenzialmente composto da quattro parametri di progettazione di cui bisogna tener conto per una corretta esecuzione lavorativa: DFM (Design for Manufacturing), DFA (Design for Assembly), DFD (Design for Disassembly) e DFE (Design for Environment).

È essenziale che tutti e quattro i parametri siano ben seguiti ed analizzati, perché ognuno di questi serve a permettere che l’esecuzione finale del progetto risulti funzionale e corretta.

DFM: Design for Manufacturing

È la metodologia di progettazione incentrata a soddisfare le successive fasi di lavoro per la realizzazione di un progetto.

Per fare ciò, bisogna sempre ricordarsi di progettare un prodotto anticipando le sue successive fasi di lavorazione, in modo da facilitarne e renderle più agevoli.

Questa metodologia permette di ottenere diversi benefici, come la riduzione dei costi di produzione, la qualità e affidabilità del prodotto e una maggiore velocità di immissione del prodotto nel mercato.

Per ottenere ciò è importante ricordarsi di tenere ben in mente alcuni piccoli accorgimenti, tra cui: utilizzo di materiali economici, impostare un minor numero di lavorazioni, lavorazioni semplici ed economiche ove possibile, progettare con materiali facilmente lavorabili, geometrie semplici e poco complesse, utilizzo di materiali e componenti già esistenti sul mercato.

DFA: Design for Assembly

È la metodologia di progettazione che mira a facilitare le successive fasi di montaggio delle componenti, in modo da agevolarne il corretto svolgimento.

Questo permette, oltre alla diminuzione del costo e dei tempi, di migliorare l’affidabilità del prodotto grazie ad un maggior controllo dei componenti, della loro composizione e del loro posizionamento.

Anche in questo caso, è essenziale tenere presente alcuni parametri e regole: riduzione del numero di parti da assemblare, evitare incastri accidentali, adattare le parti secondo il macchinario da utilizzare, favorire l’orientazione e il collegamento dei componenti, ridurre i movimenti e i passaggi per l’assemblaggio del prodotto, incrementare gli elementi di simmetria, evitare forme che creino concatenamenti o sovrapposizioni tra le parti, facilitare la manipolazione e l’accoppiamento dei diversi componenti.

DFD: Design for Disassembly

È la metodologia di progettazione che prevede la riduzione degli elementi che vanno a comporre il prodotto finale, per non creare componenti non necessari ed effimeri. La riduzione dei componenti implica diversi vantaggi, infatti la parte eliminata non sarà mai progettata, revisionata, collaudata, smaltita, soggetta a rotture o deterioramento, obsoleta.

Può capitare però, che non sempre sia facile capire se un determinato componente possa essere eliminato oppure no, e proprio per questo esiste la strategia di analisi di Boothroyd & Dewhurst: ponendosi tre domande, si può capire se il possibile componente può essere rimosso o se la sua presenza è fondamentale.

 

  1. Durante l’utilizzo del prodotto, il componente si muoverà rispetto alle altre già presenti?
  2. Il componente è costruito con materiali differenti e deve rimanere isolato rispetto agli altri?
  3. Per un corretto funzionamento, il componente preso in esame dev’essere separato dagli altri componenti presenti?

 

Se la risposta risulta affermativa ad almeno una di queste domande, allora il componente dovrà risultare distinto dagli altri.

In caso contrario il possibile elemento può essere eliminato oppure inglobato in un altro componente, in modo da costituirne un corpo unico.

DFE: Design for Environment

È la metodologia di progettazione pensata per garantire una maggiore compatibilità con l’ambiente.

In parole povere, serve a considerare i diversi processi di produzione – come l’estrazione delle materie prime e la loro lavorazione, la produzione del progetto, l’utilizzo e il trasporto del prodotto e il suo smaltimento – senza che vadano ad intaccare in maniera negativa l’ambiente con emissioni nocive.

Per effettuare ciò, è necessario: progettare con materiali a basso costo energetico e a basse emissioni tossiche, usare materiali riciclati o locali, minimizzare il packaging, facilitare il disassemblaggio dei componenti, ridurre gli scarti, usare un sistema di imballaggio riutilizzabile, usare materiali che possano essere facilmente recuperabili e riutilizzabili.

 

Come abbiamo capito, il DFX (Design for X) è un metodo di progettazione che mira alla riduzione dei costi e dei tempi lavorativi, ma è anche un modo per prestare attenzione agli scarti inutili e alla cura dell’ambiente.

I passaggi non sono complicati ma, anche se possono sembrare banali e ripetitivi, risultano fondamentali per una corretta progettazione! Una progettazione in cui, questi semplici passaggi, non sempre vengono tenuti presenti o ignorati inconsapevolmente dai progettisti.

 


 

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Design for X: cos’è e a cosa serve ultima modifica: 2018-01-08T07:55:42+00:00 da Federico

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